iststeresa@hotmail.com
089 227100

Didattica e Progetti

img

Il 19 maggio 2018 la FIDAE (Federazione Attività Educative Cattoliche), la CEC (Congregazione per l´Educazione Cattolica del Vaticano) e l´OIEC (Organizzazione delle scuole cattoliche nel mondo), hanno elaborato un progetto "Io Posso" rivolto a tutte le scuole non solo d´ispirazione cattolica. Esso raccoglie il messaggio di Papa Francesco e del Patriarca ecumenico Bartolomeo che il 1° settembre 2017, in una lettera congiunta, rivolgevanoun appello urgente per farci"ascoltare il grido della Terra e per occuparci delle necessità dei marginalizzati..." perché non vi può essere una soluzione sincera e duratura alla sfida della crisi ecologica e del cambiamento climatico se non si dà una risposta concordata e collettiva, condivisa e responsabile". Destinatari del progetto sono i bambini e i giovani perché siano protagonisti di un cambiamento radicale per raggiungere gli ODS (Obiettivi di sviluppo sostenibile) entro il 2030, attraverso il lavoro nelle scuole e nei centri educativi, in modo critico, creativo e collaborativo. È diffusa la percezione di un mondo che si disumanizza e dell´essere umano diventato un predatore dei propri simili e del mondo in cui vive; di qui l´invito a promuovere una trasformazione dei comportamenti, a stringere un patto tra adulti, genitori, educatori, per realizzare un nuovo umanesimo solidale, impegnato nella cura della "casa comune" e responsabile del destino delle future generazioni. L´educazione che pone al centro dell´azione il bambino con i suoi interessi non può non pensare al suo domani, quindi muovere dal profondo perché possa costruire una realtà umana personale, sociale e ambientale dove sia possibile la convivenza. Utilizzando la metodologia esperienziale DFC (Design for Change), nata in India da Kiran Bir Sethie attivata in 66 paesi nel mondo, i bambini utilizzano l´empatia, la creatività, il pensiero critico, l´ideale condiviso per lavorare insieme; si mettono in gioco le quattro competenze basilari (le quattro C: critica, creatività, collaborazione, condivisione) perché, qualsiasi progetto di cambiamento si compone di quattro fasi: sentire la necessità dei problemi; immaginare nuove soluzioni; agire e costruire il cambiamento; condividere il risultato per contagiare e ispirare altre persone. Dobbiamo lasciare a chi verrà dopo di noi una realtà diversa, nuova. "L´educazione cristiana è sempre un´educazione generativa, capace di generare persone nuove e di includere l´altro" (Mons. Angelo Vincenzo Zani); ognuno può dire: "Io posso", abbiamo tre strumenti meravigliosi, la mente, il cuore e le mani per migliorare il mondo. Tematiche • Il consumo sostenibile: educare alla cura della "casa comune", ad assumere stili di vita più responsabili verso l´ambiente naturale, mettendo in luce le ricadute negative legate a comportamenti scorretti del singolo e della collettività; stimolare comportamenti più critici soprattutto nei confronti dei modelli di consumo ricorrenti; • Educare ad assumere atteggiamenti più responsabili nei confronti dell´ambiente sociale, promuovendo comportamenti che tendano a combattere le disuguaglianze al fine di realizzare una comunità solidale e una convivenza pacifica; • Sviluppare la consapevolezza dell´importanza dell´azione comune, nella ricerca di soluzioni condivise; promuovere comportamenti rispettosi della vita in tutte le sue forme, tesi a conservare e migliorare l´ambiente come territorio e luogo di relazioni umane; • La biodiversità: riflettere sul valore delle risorse naturali, degli ecosistemi, come beni comuni e condizioni necessarie per la nostra stessa sopravvivenza, patrimonio universale da preservare per le future generazioni. Metodologia Design for Change si sviluppa in quattro fasi, secondo l´acronimo FIDS (Feel, Imagine, Do, Share), Senti, Immagina, Agisci, Condividi. Le fasi in cui si sviluppa il progettosi integrano con altre metodologie didattiche attive che rispondono al principio di imparare facendo, quali cooperative learning, problem, solving,tutoring e peer tutoring. Senti, è la fase dell´empatia, consiste nella ricerca, nell´ambito del contesto (aula, scuola, quartiere, città) di una situazione che i bambini vorrebbero cambiare o migliorare. La sfida è concreta e coinvolge tutti, dunque ciascuno è motivato a fornire il proprio contributo e l´apprendimento diventa significativo. Immagina: è la fase della creatività; i bambini apportano soluzioni alla sfida che si sono posti, ciascuno esprime la sua idea; con l´idea che approva il gruppo si realizza eventualmente un prototipo e si elabora un piano concreto d´azione. Agisci:è la fase in cui, organizzato un piano da realizzare, si cercano le risorse necessarie e si distribuiscono i compiti. Condividi: è la fase della comunicazione; si rende partecipe la comunità di quanto realizzato, condividendo foto, disegni, video per pubblicizzare il lavoro svolto e per contagiare e ispirare più persone possibili.



Documenti Allegati

Scarica il Progetto